Ethnography of multicultural practices

Convenor: Enzo Colombo (Università di Milano)

This session welcomes theoretically informed and ethnographical grounded papers on the ‘practical’ uses of cultural difference; that is, situations – especially in institutional and urban settings – in which people use cultural difference as a rhetorical tool for producing meanings, regulating relations, and defining criteria for inclusion, exclusion and recognition.

Papers in this section will examine situations of everyday, mundane, multiculturalism, in which at least one of the actors involved use cultural difference as a political tool and as a rhetorical strategy for either claiming recognition, respect, inclusion, and producing solidarity ties or for drawing boundaries that establish specific social hierarchies, produce exclusion, selective accessibility, and protection of privileges.

This session also aims to focus on ethnographic analysis of racialization processes and anti-racist actions; that is, situations in which ‘race’ (as well as other categories that are reified through naturalizing practices and discourses) is constructed and/or de-constructed in order to discipline interactions, define subjects status, and regulate access to scarce resources.

We invite papers that engage critically with the methodological and theoretical challenges of undertaking ethnographic research on urban spaces, changing citizenship and personal belonging, including but not limited to question such as the positionality of the researcher in multicultural contexts.

Both Italian and English papers and presentations will be accepted.

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Etnografia delle pratiche multiculturali

In questa sessione ci proponiamo di raccogliere contributi che analizzino etnograficamente i modi in cui la differenza culturale viene ‘praticamente’ utilizzata – soprattutto in contesti urbani o istituzionali – per definire il significato delle situazioni, le modalità di interazione e i criteri di riconoscimento, inclusione ed esclusione.

L’attenzione privilegiata è data, in primo luogo, a situazioni di multiculturalismo quotidiano, banale, in cui almeno uno degli attori in gioco utilizza la differenza come risorsa politica e come strategia retorica per avanzare richieste di riconoscimento, rispetto, inclusione, per costruire solidarietà oppure per tracciare confini di esclusione, accesso selettivo, protezione di privilegi e per definire specifiche gerarchie sociali.

In secondo luogo, si vuole porre attenzione a un’analisi etnografica dei processi di razzizzazione e di pratiche anti-razziste: situazioni in cui si costruiscono o si decostruiscono categorie ‘razziali’ (più in generale, categorie reificate ricorrendo a discorsi e pratiche ‘naturalizzanti’) che tendono a controllare le interazioni, a definire lo status dei soggetti e a controllare l’accesso a luoghi e risorse.

Infine, si vuole prestare attenzione all’analisi dei modi in cui specifici usi della differenza culturale contribuiscono a ridefinire il panorama urbano, lo spazio pubblico, l’idea di cittadinanza e la definizione delle appartenenze nazionali.

Saranno accettati contributi sia in italiano sia in inglese.

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